Come vorrei, lo sento in questo momento, essere una persona che fosse capace di vedere tutto questo come se non avesse con esso altro rapporto se non vederlo: contemplare le cose come se io fossi il viaggiatore adulto arrivato oggi alla superficie della vita! Non aver imparato fin dalla nascita a attribuire significati usati a tutte queste cose; poter separare l’immagine che le cose hanno in sè dall’immagine che è stata loro imposta. Poter scorgere nella pescivendola la sua realtà umana, a prescindere dal fatto che sia chiamata pescivendola, e dal sapere che esiste e che vende. Guardare un vigile urbano come lo guarda Dio. Capire tutto per la prima volta, non in modo apocalittico, come se fosse una rivelazione del Mistero, ma direttamente, come una fioritura della Realtà.
Fernando Pessoa - Il libro dell’ inquietudine
Quante volte
ci sentiamo accarezzare
la pelle nuda dell’anima,
dalle dolci mani d’un sogno,
mentre l’inclemente realtà
ci sta sfacciatamente
prendendo a pugni.

B.Brussa  (via fino-al-di-la-del-tutto)

(Source: kidamas)

Hai con te il libro che stavi leggendo al caffè e che sei impaziente di continuare, per poterlo poi passare a lei, per comunicare ancora con lei attraverso il canale scavato dalle parole altrui, che proprio in quanto pronunciate da una voce estranea, dalla voce di quel silenzioso nessuno fatto d’inchiostro e di spaziature tipografiche, possono diventare vostre, un linguaggio, un codice tra voi, un mezzo per scambiarvi segnali e riconoscervi.
Italo Calvino (via oradimmichemivuoi)

(Source: leparolechenontihodetto00)


(Source: michaelsocha)

- Addio
- Addio.
- Ok.
- Ok!
- Quindi non ci sentiremo più?
- No.
- E se ci incontriamo per strada.
- Cambiamo strada.
- E se è una strada chiusa?
- Allora ci salutiamo.
- E come ci salutiamo?
- Con un ciao.
- E basta?
- E basta.
- Ok.
- Ok!
- E se mi ammalo? Lo vorresti sapere?
- Certo!
- Però non possiamo sentirci, come te lo dico?
- Me lo scrivi.
- Quindi possiamo scriverci?
- Solo se siamo in punto di morte.
- Ok.
- Ok!
- Allora adesso vado.
- No aspetta.
- Dimmi.
- E se mi succede qualcosa di bello?
- Quanto bello?
- Bello bello.
- Lo vorrei sapere.
- Ti scrivo?
- No telefona.
- Quindi possiamo sentirci per telefono?
- Solo se capita una cosa bella.
- Bella come? Come vincere un premio Nobel o come prendere 10 in educazione fisica?
- Tutte e due.
- Ok.
- Ok!
- Non prenderai mai 10 in educazione fisica.
- Lo so, e tu non vincerai mai un premio Nobel.
- Lo so.
- Quindi posso chiamarti anche se c’è semplicemente il sole ed è una meravigliosa giornata di primavera?
- Sì.
- Ok addio allora.
- Addio.

20 minuti dopo.
- Pronto?
- Pronto. C’è il sole, ed è una meravigliosa giornata di primavera. Chiamavo giusto per dirtelo.
- Grazie, comunque passo da te domani pomeriggio.
- Perché?
- Nel caso domani piova e tu non possa chiamarmi.


cit.   (via sea-in-side)

La rebloggo ogni volta.

(via lostjnyoureyes)